martedì 4 agosto 2009

La tassa dei poveri

Alcuni sindaci ed assessori di vari paesi d’Italia hanno deciso di giocare al Superenalotto per rimpinguare le casse desolatamente vuote dei loro Comuni. Spero lo faccia anche il sindaco del mio Comune così almeno, preso dall’euforia, magari non s’accorge che mi pitto la casa del colore che voglio io e non invece quello che vuole lui, ma questa è un’altra storia…
Viviamo in un gran paese. Come può essere definito altrimenti un posto nel quale la gente si lamenta perché non arriva a fine mese ma guai a toccargli il Superenalotto, la schedina, i videopoker e il cazzo che gli frega…
Questa dei sindaci però le batte tutte. Perché un sindaco dovrebbe essere uno che dà l’esempio e gli esempi dovrebbero essere virtuosi. Non faccio fatica a credere che probabilmente loro pensino lo sia. Che cazzo, non ci sono soldi, ne buttiamo nel cesso altri sperando nella probabilità (1 su 622.614.630) che si faccia il botto. Ci sono molte, ma molte più probabilità che l’asteroide Apophis colpisca la terra nel 2036 e, stando ai calcoli scientifici, perché il gioco sia equo, il 6 dovrebbe pagare almeno oltre i 300 milioni di euro.
Io però sono fiducioso. In un paese che è agli ultimi posti al mondo per l’apprendimento della matematica, ovviamente, non si può parlare di calcolo delle probabilità e pallosità di tal fatta. Vuoi mettere sognare ad occhi aperti di avere, in un colpo solo, la possibilità di possedere una villa in Sardegna, una Ferrari e Patrizia D’Addario….
Viviamo in un gran paese (che la “p” maiuscola da me se la può scordare…). Viva la tassa dei poveri!

Nessun commento:

Posta un commento